UNA STORIA DA RACCONTARE

Gli anni ’70 e ’80 sono quelli dell’attuazione della Legge 180 con cui vengono chiusi per sempre i manicomi con conseguente necessità di dare una risposta a tutte quelle famiglie che non potevano assolutamente farsi carico in casa di un congiunto gravemente disabile sul piano psichico. Tra le soluzioni possibili quella basata sulla sussidiarietà è apparsa quella più convincente: organismi privati, gruppi di famiglie, associazioni di volontari iniziano a sperimentare forme di accoglienza per certe tipologie di portatori di disabilità, tra cui spicca quella dei gruppi-famiglia. Sussidiarietà significa che un ente pubblico a cui compete il servizio, affida l’attuazione ai privati in base a una convenzione. Nascono in questo periodo le cooperative dedicate a queste tipologie di risposta con la costituzione dei primi gruppi-famiglia. Circa quindici anni prima Aldina Balboni aveva precorso i tempi e, seguendo il cuore e lo spirito di fratellanza cristiana, da tanti anni con sue alcune amiche avevano creato delle mini-comunità di accoglienza. Queste nascenti nuove realtà creano il primo nucleo di Casa Santa Chiara che si dimostra attiva attiva a sperimentare queste nuove tipologie di assistenza.

La creazione della nostra Cooperativa

Aldina Balboni, che ha sempre saputo guardare oltre alle situazioni contingenti, propone ad un gruppo di suoi amici di creare una struttura stabile dedicata al “dopo di noi” in modo da offrire una soluzione anche per coloro che rimanevano privi del sostegno familiare. Sotto la sua guida dell’Aldina e con il sostegno di don Fiorenzo Facchini viene redatto uno statuto e costituito, tanto per cominciare, un gruppetto dirigente, un piccolo ufficio e un appartamento. L’Atto costitutivo viene firmato da 24 amici di Casa Santa Chiara il 24 giugno 1987 affidandosi alla protezione di San Giovanni Battista.

Il primissimo appartamentino

Giovanni, un tipo abbastanza tosto, è il primo ospite affidato alle cure della neonata Cooperativa in un piccolo appartamento al 4° piano della scala C di un bel palazzo di Strada Maggiore, con entrata signorile, scala nel retro ripida di 85 scalini e con due operatori a turno.

I primi due gruppi-famiglia in via Saragozza

Negli anni 1988-1992 le ASL si trovano di fronte a richieste di assistenza sempre più numerose e, per poter dare risposte immediate, si ricorre all’opera delle cooperative sociali in convenzione. Questo porta pertanto all’apertura del primo gruppo-famiglia, cui segue successivamente un secondo in via Saragozza. Questi sono gli anni delle assunzioni di educatori e dell’organizzazione del lavoro educativo e riabilitativo. Per dare qualità all’impegno assunto, viene costituita una équipe composta da un delegato del Consiglio della Cooperativa, un Assistente Sociale, uno psichiatra il cui compito è l’ impostazione e gestione dell’attività. La creazione dei due nuovi gruppi-famiglia porta alla trasformazione del nucleo di strada Maggiore in gruppo a bassa protezione, con tre ragazzi parzialmente autonomi.

Via Nadi, una necessità

Via Nadi è una tranquilla strada del quartiere Mazzini, presso il terrapieno della ferrovia, che ospita a partire dal 1990 un curioso gruppetto di nostri amici, di cui almeno due piuttosto gravi e problematici. In seguito alla scomparsa di una socia mamma di un simpaticissimo ragazzo di nome Gabriele, viene creata in questo appartamento una mini-comunità che solo successivamente riesce ad ottenere il sostegno in convenzione con la ASL.

Il progetto Borgonuovo

Fino al 1998 si lavora per consolidare e dare stabilità alla Cooperativa, per poi dar vita ad un nuovo importante progetto a Borgonuovo di Sasso Marconi, in provincia di Bologna. Questo viene realizzato grazie a Maria Grazia Naldi, socia e madre di un ragazzo già citata , che contribuisce finanziando la metà dell’acquisto di una villetta per permettere alla Cooperativa, che non aveva capitali propri, di fare un mutuo per acquisire questo immobile. Borgonuovo diventa un gruppo-famiglia con ampi spazi interni e un giardino adiacente e soprattutto luogo importante per incontri e festicciole.

Anche dal punto di vista organizzativo, si passa dall’ufficio ricavato allora al 2° piano di via Pescherie Vecchie nella sede storica di Casa Santa Chiara, per andare in piazza Galileo sempre assieme a Casa Santa Chiara, quando questa si sposta per ampliare lo spazio dei propri uffici. In questo periodo è fondamentale l’attività svolta da due soci e volontari, che sono stati entusiasti e attivi nella crescita della Cooperativa: Gianni Lanzoni e Fabio Pantaleoni.

Ampliamento con acquisizione di due appartamenti

Negli anni seguenti emergono altre opportunità che permettono l’apertura di un appartamento alla Croce di Casalecchio e a Sasso Marconi , grazie ai contributi di Soci, a nuovi mutui e al sostegno anche della Regione Emilia-Romagna. In località Piamaggio, nei pressi di Monghidoro, poi nel 2013 iniziano anche i soggiorni estivi in una villetta offerta in comodato e rinominata la Casa di Davide.

CRONOLOGIA STORICA